La nostra società non si occuperà mai né di politica né di religione, ma solo di proteggere gli animali contro i maltrattamenti, come mezzo di educazione morale e di miti consumi “.

E’ con questa frase che si presenta L’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, società fondata a Torino nel 1871 per iniziativa di Giuseppe Garibaldi.

L’Enpa è un’associazione per animali domestici che si dedica principalmente alla protezione dell’ animale ed il suo benessere, ed è presente su tutto il territorio nazionale.

Le principali sedi si occupano della gestione di canili e gattili, promuovono campagne di sensibilizzazione all’ interno di scuole ed effettuano servizi di soccorso e cura per animali feriti, prevenendo anche  fenomeni quali quello del randagismo.

La maggior parte del personale è di origine puramente volontaria e si finanzia per mezzo di contributi di cittadini privati.

Accedendo al sito www.enpa.it è possibile sostenere l’associazione in diversi modi, per esempio adottando animali a distanza, facendo delle donazioni on – line (che possono consistere in cibo o cure veterinarie ) o semplicemente divenendo socio o firmando petizioni sul web.

In questo modo si ha la possibilità di partecipare in prima persona alle attività volontarie, oppure ci si può rivolgere direttamente a quelle strutture che hanno il potere di intervento e gli strumenti necessari per prestare maggiore attenzione al benessere e alla protezione dei nostri amici a 4 zampe.

L’Enpa, cosi come tutti quegli enti che si occupano di protezione animale, sono la dimostrazione più palese del concetto “l’unione fa la forza”.

La volontà, l’impegno ed il desiderio di raggiungere un obiettivo sono le motivazioni che spingono gruppi di persone ad aiutare queste associazioni che promuovono in primis la tutela degli animali domestici.

A quanti di voi è mai capitato di adottare un animale solo per soddisfare un capriccio di un bambino?

Quanti di voi dopo aver accolto un cucciolo in casa con l’intento di dare protezione all’animale subito dopo si sono resi conto di non avere più la possibilità di farlo?

Tutto ciò dovrebbe farci riflettere, e renderci consapevoli di cosa realmente significhi portare un cucciolo in casa, della responsabilità che tale gesto comporta.

La maggiorparte di noi non sarebbe mai capace di abbandonare un figlio o un parente in mezzo ad una strada, di conseguenza si dovrebbe fare lo stesso con il nostro piccolo amico. Non è anche lui parte della nostra famiglia?

Dobbiamo continuare a legittimare e giustificare tutti gli atti di crudeltà sugli animali solo perchè non hanno la possibilità di parlare?

Forse ciò è solo un bene, perchè se solo gli animali potessero parlarci, credo che ce ne direbbero davvero tante. Voi cosa ne pensate?